Team aziendale organizza analisi di mercato, schede di posizionamento e materiali di comunicazione su un tavolo da lavoro

Un’azienda può preparare una campagna chiara, riconoscibile e coerente su tutti i canali, ma non ottenere il risultato atteso perché l’offerta è poco definita o il destinatario non è stato scelto con precisione. In questo caso il problema non nasce necessariamente dalla comunicazione: può trovarsi a monte, nelle decisioni di marketing. La ricerca marketing e.comunicazione differenze rimanda proprio a questo confine tra strategia ed esecuzione.

Il marketing analizza il mercato e l’offerta, definisce le scelte strategiche e organizza le azioni necessarie per raggiungere un obiettivo. La comunicazione trasforma una parte di quelle scelte in messaggi, contenuti e attività distribuiti attraverso determinati canali. Le due funzioni devono quindi lavorare insieme, ma non sono sinonimi.

Marketing e comunicazione: differenze di perimetro

Un modo concreto per distinguere le due funzioni consiste nell’osservare quali domande devono risolvere. Il marketing affronta questioni come: quale mercato servire, quali clienti scegliere, quale offerta presentare, come posizionarla rispetto alle alternative e quali risultati perseguire. La comunicazione affronta invece la traduzione operativa di queste decisioni: quale messaggio formulare, con quale linguaggio, attraverso quali contenuti e canali.

Nel modello che distingue marketing e comunicazione, il marketing si articola in tre livelli:

  • Marketing analitico: studia mercato, concorrenti, clienti, prodotti e andamento del fatturato. Produce le informazioni necessarie per evitare decisioni basate soltanto su impressioni.
  • Marketing strategico: definisce nel tempo il percorso per raggiungere gli obiettivi, includendo target e posizionamento. Il target è il gruppo di clienti a cui l’azienda sceglie di rivolgersi; il posizionamento è il modo in cui vuole rendere riconoscibile la propria offerta rispetto alle alternative.
  • Marketing operativo: applica le decisioni attraverso attività concrete, coordinate per canale e periodo.

Questa articolazione è un modello organizzativo utile, non una classificazione obbligatoria per ogni impresa. Nelle aziende i nomi dei reparti e la distribuzione delle responsabilità possono cambiare. Resta però valida la distinzione di fondo: analizzare e scegliere non è la stessa cosa che formulare e distribuire un messaggio.

Nello stesso modello, la comunicazione è una componente del marketing e uno strumento della strategia. Non decide autonomamente quale mercato conquistare o quale valore economico produrre: rende comprensibili e accessibili le decisioni prese a monte. La sua qualità dipende quindi sia dall’esecuzione sia dalla solidità degli input ricevuti.

Obiettivi, destinatari, strumenti e indicatori a confronto

Gli obiettivi non si trovano tutti sullo stesso livello

Un obiettivo aziendale descrive un risultato perseguito, per esempio crescere o entrare in un nuovo mercato. Il marketing collega questa meta alle condizioni del mercato: identifica il segmento da servire, definisce l’offerta, sceglie il posizionamento e stabilisce un percorso di azioni.

La comunicazione lavora su un obiettivo più circoscritto: trasferire il valore selezionato dal marketing, renderlo comprensibile al target e sostenere la risposta richiesta. Questa risposta può essere una visita, un contatto o una conversione, cioè il completamento dell’azione prevista. Nessuno di questi passaggi, preso da solo, coincide necessariamente con il risultato complessivo dell’impresa.

Il target precede il messaggio

Il marketing studia clienti e mercato per decidere a chi rivolgersi. La comunicazione usa questa decisione per determinare lessico, priorità informative, formato e canale. Se il target rimane generico, il messaggio tende a esserlo altrettanto. La creatività può migliorare la forma, ma non può sostituire una scelta strategica mancante.

Supponiamo che un’impresa voglia entrare in un nuovo mercato. Prima di produrre contenuti deve verificare quali clienti potrebbe servire, quali concorrenti sono presenti e quale elemento dell’offerta può sostenere il posizionamento. Solo dopo può stabilire che cosa comunicare, a chi e attraverso quali canali. Invertire la sequenza significa chiedere alla comunicazione di definire implicitamente decisioni che appartengono al marketing.

Gli strumenti rispondono a problemi diversi

Gli strumenti del marketing comprendono analisi di mercato, osservazione dei concorrenti, dati sui clienti, valutazione dei prodotti, definizione del target e pianificazione delle attività. Quelli della comunicazione riguardano la costruzione del messaggio, la produzione dei contenuti, la scelta dei formati e la loro distribuzione.

Il confine non è sempre affidato a due documenti o reparti separati. Il piano marketing può già specificare attività, canali e tempi, verificandone la coerenza con gli obiettivi aziendali. La comunicazione sviluppa ed esegue questa parte del piano senza ridefinire ogni volta target, posizionamento e offerta.

Dalla ricerca al messaggio: come si concatenano le decisioni

La relazione tra marketing e comunicazione diventa più chiara seguendo l’ordine delle decisioni.

  • L’azienda stabilisce il risultato da perseguire.
  • Il marketing analitico raccoglie informazioni su mercato, clienti, concorrenti, prodotti e andamento economico.
  • Il marketing strategico seleziona il target, definisce il posizionamento e organizza il percorso verso l’obiettivo.
  • Il piano traduce la strategia in attività, canali e tempi.
  • La comunicazione formula i messaggi, prepara i contenuti e ne gestisce la distribuzione.
  • Gli indicatori mostrano che cosa sta accadendo e forniscono dati per le decisioni successive.

Ogni passaggio pone vincoli al successivo. Se l’offerta non presenta una ragione chiara per essere scelta, la comunicazione può soltanto descriverla meglio: non può creare da sola un vantaggio di mercato. Se invece strategia e posizionamento sono definiti, ma il messaggio non li rende comprensibili, il problema si trova nell’attuazione comunicativa.

Questo aiuta anche ad assegnare le responsabilità. La domanda su quale segmento servire appartiene alla strategia di marketing. La scelta delle parole e del formato appartiene alla comunicazione. La selezione dei canali può coinvolgere entrambe: il marketing stabilisce la funzione del canale nel piano, mentre la comunicazione ne gestisce l’uso concreto e la coerenza dei contenuti.

KPI di marketing e comunicazione: che cosa misurano davvero

I KPI, acronimo di Key Performance Indicators, sono indicatori chiave di prestazione. Servono a misurare l’andamento o il progresso di un’attività rispetto a obiettivi prestabiliti. Per essere utili devono essere pertinenti alla decisione, quantificabili e rilevati con una periodicità adatta.

La distinzione tra obiettivo e indicatore evita un errore frequente: trattare una soglia numerica come se fosse lo scopo dell’impresa. L’obiettivo è il risultato perseguito; il KPI segnala come procede il percorso. Un aumento dei clic, per esempio, descrive una risposta al contenuto, ma non dimostra da solo che l’azienda stia crescendo o entrando con successo in un mercato.

Tra gli indicatori utilizzabili nel marketing rientrano:

  • CTR, Click-Through Rate: rapporto tra i clic ricevuti e le visualizzazioni di un contenuto o annuncio.
  • Visite organiche: accessi ottenuti dai risultati non pubblicitari dei motori di ricerca.
  • CPM, Cost per Mille: costo per mille visualizzazioni.
  • CPC, Cost per Click: costo sostenuto per ogni clic.
  • CPL, Cost per Lead: costo sostenuto per ottenere un lead, cioè un contatto potenzialmente interessato.
  • Tasso di conversione: quota di utenti che completa l’azione prevista.

Questi KPI descrivono attività o risultati intermedi. Non esiste una soglia universale che permetta di definirli buoni o cattivi. Il loro significato dipende dall’obiettivo, dal canale e dalla fase del percorso.

Lo stesso indicatore può inoltre servire a funzioni diverse. Il CTR può aiutare la comunicazione a verificare se un messaggio induce al clic; il marketing può confrontarlo con conversioni e costi per capire se quel traffico contribuisce al risultato previsto. La differenza non risiede sempre nel numero osservato, ma nella decisione che quel numero deve sostenere.

Dubbi frequenti

Marketing e comunicazione sono sinonimi?

No. Nel modello descritto, il marketing comprende analisi, strategia e applicazione delle azioni rivolte al mercato. La comunicazione traduce parte di quelle decisioni in messaggi, contenuti e attività. Le nomenclature aziendali possono variare, ma usare i due termini come equivalenti nasconde la differenza tra decidere il posizionamento e comunicarlo.

Marketing e comunicazione: cosa fa ciascuna funzione?

Il marketing studia mercato, clienti, concorrenti e offerta; definisce target, posizionamento, obiettivi e azioni. La comunicazione stabilisce come esprimere e distribuire i contenuti derivati da quelle scelte. La prima funzione costruisce il quadro decisionale, la seconda ne rende percepibile il valore attraverso messaggi e canali.

Coordinare piano marketing e piano di comunicazione

Il piano marketing deve mantenere visibile il collegamento tra obiettivi aziendali, analisi, target, posizionamento, attività, canali, tempi e indicatori. Se il piano di comunicazione è un documento separato, non dovrebbe reinventare questi elementi: dovrebbe svilupparli in messaggi, contenuti, calendario operativo e modalità di verifica.

Il coordinamento richiede quindi input espliciti. Prima di avviare la produzione dei contenuti devono essere definiti il risultato perseguito, il target, l’offerta, il posizionamento e il compito assegnato a ogni canale. Dopo l’esecuzione, i KPI devono essere letti rispetto a tali decisioni, non isolatamente.

Marketing e comunicazione restano funzioni distinte proprio perché operano su livelli diversi dello stesso processo. Separarle del tutto interrompe il passaggio dalla strategia al mercato; confonderle porta invece a chiedere ai messaggi di risolvere problemi di offerta, target o posizionamento.

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Di Oscar Pagani

Sono una blogger che ama scrivere. I miei hobby sono leggere, guardare film, visitare musei e viaggiare.